BAND’UNION

Daniele Di Bonaventura – bandoneòn

Marcello Peghin – chitarra 10 corde

Felice Del Gaudio – contrabbasso

Alfredo Laviano – percussioni

La Band’Uniòn è nata attorno alla necessità di proporre e di rileggere una letteratura musicale legata alle proprie origini.

E’ attorno al bisogno di musica, alla necessità di espressione che ruota il lavoro del quartetto, il quale con estrema disinvoltura si muove fra jazz, tango, musica contemporanea e libera improvvisazione.

La Band’Uniòn, originale per l’accostamento degli strumenti, è un quartetto intenso e rigoroso che cattura fin dal primo ascolto; il suo linguaggio musicale spazia dal lirismo limpido ed essenziale alle sonorità aggressive, dalle soffuse e struggenti melodie latine ai tappeti sonori di semplice purezza.

Un quartetto che, pur rappresentando nel suo essere una proposta che abbraccia linguaggi etno e jazz, tango e improvvisazione, “arriva” e comunica emozione, lontano da ogni arido manierismo e intellettualistico sperimentalismo.

Nel giugno 2013, dopo sette anni dalla pubblicazione del primo disco “Canto alla Terra”, il gruppo ha pubblicato il nuovo ed atteso lavoro discografico,  “Nadir”, per la Tuk Music di Paolo Fresu.

SUITE PER BANDONEON E ORCHESTRA

Daniele di Bonaventura: musiche, arrangiamenti, bandoneon e direzione

“La Suite per Bandoneòn e Orchestra è un opera concepita in cinque movimenti attraverso i quali vengono esposti e sviluppati dei temi di diverso carattere e stile; questi sono collegati tra loro attraverso piccole modulazioni e affinità tonali come fossero piccoli respiri, dando vita così a movimenti più articolati che hanno autonomia dinamica ed espressiva propria.

I temi sono composizioni originali che ho scritto anche per formazioni ed organici strumentali differenti, alcuni sono stati composti anni fà, altri invece sono nuovi e mai eseguiti, scritti per questa grande occasione.

In questa opera molto complessa ho voluto sprigionare tutta la mia esperienza ed essenza creativa e compositiva, lirica ed espressiva, esaltando le invenzioni tematiche, strumentandole per questo notevole organico come l’orchestra sinfonica, attraverso l’arte del contrappunto e della forma.

Nei cinque diversi movimenti ci si sente rapiti da rievocazioni di musica barocca, jazz, impressionista, araba, folk, sacra, il tutto pervaso da un’aria di sapore mediterraneo.

Il bandoneòn, strumento sul quale sono nati diversi di questi temi, è invece concepito non come strumento solista ma come una voce alternativa all’orchestra, che a volte emerge e a volte si reimmerge nell’immensità dei suoni e colori, dialogando e giocando con gli altri strumenti dell’orchestra”.